La casa paziente

Ho aspettato dieci anni.
Ho visto entrare agenti, tecnici, curiosi, tutti passavano, nessuno restava.
Mi chiamavano “loft difficile”.
Poi un giorno è arrivata Manuela.
Non ha detto nulla: mi ha osservata come si guarda un volto stanco.
Mi ha sistemata, vestita, capita.
E in venti giorni ero di nuovo scelta.
A volte basta un incontro per riscrivere un destino.

Se fossi una melodia, sarei “Don’t Stop Believing’” di Journey

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